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D.M. 11/12/2007

- il fuoco è attaccato dall’atrio protetto;

- una testa di ponte è stabilita nell'atrio protetto a un livello inferiore. figura A.2 Incendio grave nell'atrio protetto Legenda 1 Ascensore antincendio 2 Livello dell'incendio 6 Porta resistente al fuoco 7 Atrio protetto 8 Scala (Via di fuga) 9 Porta o muro resistente al fuoco distrutti Nota Il presente è solo un esempio e concetti differenti possono essere usati in Paesi diversi:

- il fuoco ha probabilmente invaso l’atrio protetto dopo un certo tempo;

- il rischio non è considerato nella presente norma. APPENDICE B DISPOSIZIONI BASE PER ASCENSORE ANTINCENDIO (informativa) La disposizione e la resistenza al fuoco delle porte e delle pareti devono essere in accordo con i regolamenti nazionali anticendio. I requisiti per la resistenza al fuoco e le apparecchiature sono definiti nei regolamenti antincendio nazionali degli edifici da:

- vie di fuga;

- numero di piani;

- carico d'incendio;

- installazione di estintori automatici;

- ecc. Le figure seguenti sono solo illustrative e sono possibili altre configurazioni degli edifici. figura B.1 Disposizione base di ascensore antincendio singolo e atrio protetto Legenda 1 Atrio protetto 2 Ascensore antincendio figura B.2 Disposizione base di ascensore antincendio in vano di corsa multiplo e atrio protetto Legenda 1 Atrio protetto 2 Ascensore antincendio 3 Ascensore normale 4 Muro antincendio intermedio, se richiesto dai regolamenti nazionali delle costruzioni figura B.3 Disposizione base di un ascensore antincendio a doppio accesso in vano di corsa multiplo e atri protetti Legenda 1 Atrio protetto 2 Ascensore antincendio 3 Ascensore normale 4 Muro antincendio intermedio, se richiesto dai regolamenti nazionali delle costruzioni 5 Atrio protetto dell'ascensore principale 6 Alla via di fuga APPENDICE C ALIMENTAZIONI ELETTRICHE PER ASCENSORI ANTINCENDIO (informativa) figura C.1 Esempio di alimentazioni elettriche per ascensori antincendio Alimentazione protetta contro l’effetto dell’incendio Alimentazione normale APPENDICE D PROTEZIONE DALL'ACQUA NEL VANO DI CORSA (normativa) figura D.1 Protezione dall'acqua delle apparecchiature elettriche Legenda 1 Cabina dell’ascensore antincendio 2 Livello dell’incendio 3 Testa di ponte 4 Infiltrazione d’acqua dal piano al livello dell’incendio 5 Zona protetta dall’acqua nel vano di corsa e sulla cabina 6 Massimo livello di acqua infiltrata nella fossa Dimensioni in m APPENDICE (informativa) APPENDICE (informativa) CONCETTI DI COMPARTIMENTAZIONE ANTINCENDIO figura E.1 Concetto di compartimentazione antincendio Legenda 1 Vano di corsa, che forma un compartimento antincendio separato e singolo attraverso tutti i piani 2 Scala (via di fuga), che forma un compartimento antincendio separato e singolo attraverso tutti i piani 3 Atri protetti, ciascuno che forma un compartimento antincendio separato e singolo a ogni piano 4 Aree d'uso, che contengono uno o più compartimenti antincendio separati a ogni piano 5 Spazio del macchinario, non è indicato nel disegno. Esso può essere posto in luoghi diversi, ma di norma appartiene allo stesso compartimento antincendio del vano di corsa Le aree d'uso devono essere collegate agli ascensori antincendio solo attraverso un atrio protetto, che formi un compartimento antincendio separato. Il vano di corsa dell'ascensore può contenere altri ascensori oltre a quelli antincendio, nello stesso compartimento antincendio. APPENDICE APPENDICE PITTOGRAMMA PER UN ASCENSORE ANTINCENDIO (normativa) figura F.1 Pittogramma per un ascensore antincendio Illustrazione in bianco Sfondo in rosso Nota

-20 mm × 20 mm per un simbolo nella bottoniera di cabina;

-minimo di 100 mm × 100 mm a un piano;

-nel caso di ascensore con doppio accesso, il pannello usato per le operazioni antincendio deve avere un simbolo 20 mm × 20 mm. APPENDICE APPENDICE ESEMPI DI CONCETTI DI SOCCORSO PER I VIGILI DEL FUOCO (informativa) figura G.1 Soccorso dall'esterno dell'ascensore, impiegando una scala portatile conservata sulla cabina Legenda 1 Botola di soccorso 2 Scala portatile conservata sulla cabina Procedura esterna di soccorso: Il Vigile del Fuoco apre la porta di piano sopra la cabina bloccata ed entra sul tetto della cabina. Il Vigile del Fuoco sul tetto della cabina aprono la botola di soccorso, estraggono la scala posizionata sulla cabina (posizione "a"), e la posizionano nella cabina (posizione "b"). Le persone intrappolate si arrampicano lungo la scala. Il Vigile del Fuoco e la persona intrappolata escono attraverso la porta di piano aperta, utilizzando la scala se necessario (posizione "c"). figura G.2 Auto soccorso, impiegando una scala portatile conservata sulla cabina figura G.2 Auto soccorso, impiegando una scala portatile conservata sulla cabina 2 Scala portatile conservata sulla cabina 3 Dispositivo di blocco della porta di piano 4 Punti di appoggio Procedura di auto soccorso Il Vigile del Fuoco intrappolato apre la botola di soccorso. Il Vigile del Fuoco intrappolato si arrampica sul tetto della cabina, usando i punti di appoggio nella cabina. Il Vigile del Fuoco intrappolato usa (se necessario) la scala conservata sulla cabina per sbloccare dall'interno il dispositivo di blocco della porta di piano, ed esce. Il presente concetto può essere impiegato solo quando la distanza tra le soglie delle porte di piano è compatibile con la lunghezza della scala. figura G.3 Auto soccorso, impiegando una scala portatile conservata in un armadio nella cabina figura G.3 Auto soccorso, impiegando una scala portatile conservata in un armadio nella cabina 1 Botola di soccorso 3 Dispositivo di blocco della porta di piano 5 Scala portatile conservata in un armadio nella cabina Procedura di auto soccorso Il Vigile del Fuoco intrappolato apre la porta dell'armadio e rimuove la scala ivi conservata (posizione "a"). Il Vigile del Fuoco intrappolato apre la botola di soccorso. Il Vigile del Fuoco intrappolato si arrampica sul tetto della cabina, usando la scala (posizione "b"). Il Vigile del Fuoco intrappolato usa (se necessario) la scala (posizione "c") per sbloccare dall'interno il dispositivo di blocco della porta di piano, ed esce. Il presente concetto può essere impiegato solo quando la distanza tra le soglie delle porte di piano è compatibile con la lunghezza della scala. APPENDICE ZA PUNTI DELLA PRESENTE NORMA EUROPEA RIGUARDANTI I (informativa) REQUISITI ESSENZIALI O ALTRE DISPOSIZIONI DELLE DIRETTIVE UE APPENDICE ZA PUNTI DELLA PRESENTE NORMA EUROPEA RIGUARDANTI I (informativa) REQUISITI ESSENZIALI O ALTRE DISPOSIZIONI DELLE DIRETTIVE UE AVVERTENZA: Altri requisiti e altre Direttive UE possono essere applicabili al/ai prodotto/i che rientra/rientrano nello scopo e campo di applicazione della presente norma. La conformità alla presente norma fornisce un mezzo per soddisfare i requisiti essenziali specifici della Direttiva interessata e dei regolamenti EFTA associati. N ORMA ITALIANA N ORMA ITALIANA UNI EN 12385-5 Parte 5: Funi a trefoli per ascensori GIUGNO 2004 Steel wire ropes - Safety Part 5: Stranded ropes for lifts CLASSIFICAZIONE ICS 77.140.65 SOMMARIO La norma specifica i materiali particolari, i requisiti di fabbricazione e di prova per le funi a trefoli per compiti di sospensione, compensazione e limitazione per ascensori a frizione e idraulici che si muovono lungo guide. RELAZIONI NAZIONALI La presente norma sostituisce la UNI ISO 4344:1992. RELAZIONI INTERNAZIONALI = EN 12385-5:2002 La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 12385-5 (edizione ottobre 2002). ORGANO COMPETENTE Commissione "Apparecchi di sollevamento e relativi accessori" RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera del 27 aprile 2004 NORMA EUROPEA NNNOOORRRMMMAAAEEEUUURRROOOPPPEEEAAA UNI © UNI -Milano Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI. 20133 Milano, Italia PREMESSA NAZIONALE PREMESSA NAZIONALE e così lo status di norma nazionale italiana. La traduzione è stata curata dall’UNI. La Commissione "Apparecchi di sollevamento e relativi accessori" dell’UNI segue i lavori europei sull’argomento per delega della Commissione Centrale Tecnica. Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti. È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti. Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi. Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso. Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa. INDICE INTRODUZIONE 1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1 2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1 3 TERMINI E DEFINIZIONI 1 4 ELENCO DEI PERICOLI 1 prospetto 1 Pericoli e requisiti associati ....................................................................................................................... 2 5 REQUISITI E/O MISURE DI SICUREZZA 2 prospetto 2 Tolleranze sul diametro per funi di sospensione per ascensori a frizione e funi di limitazione con anime di fibra tessili e altre non metalliche ............................................................4 prospetto 3 Tolleranze sul diametro per funi di sospensione per ascensori a frizione e funi di limitazione con anime metalliche e composite su base di acciaio ...............................................4 prospetto 4 Tolleranze sul diametro per funi di sospensione per ascensori idraulici in taglia e funi di compensazione ............................................................................................................................................4 prospetto 5 Differenze tra misurazioni del diametro ................................................................................................ 4 6 VERIFICA DEI REQUISITI E/O MISURE DI SICUREZZA 5 7 INFORMAZIONI PER L'USO 5 prospetto 6 Classe 6 ×19 con anima di fibra tessile............................................................................................... 6 prospetto 7 Classe 8 ×19 con anima di fibra tessile............................................................................................... 7 prospetto 8 Classe 8 ×19 con anima metallica ........................................................................................................ 8 prospetto 9 Classe 6 ×36 con anima di fibra tessile solo per servizio compensativo................................. 9 prospetto 10 Classe 8 ×19 con anima di fibra tessile solo per servizio compensativo.............................. 10 APPENDICE A CALCOLO DEL CARICO DI ROTTURA MINIMO PER QUELLE CLASSI DI (normativa) FUNI TRATTATE DAI PROSPETTI DA 6 A 10 prospetto A.1 Valori di Rdt per funi a doppio grado di resistenza a trazione .................................................... 11 APPENDICE B NOTA INFORMATIVA CHE DOVREBBE ESSERE FORNITA CON UNA (informativa) RICHIESTA DI OFFERTA O UN ORDINE APPENDICE ZA RELAZIONE TRA IL PRESENTE DOCUMENTO E LE DIRETTIVE CE 13 (informativa) BIBLIOGRAFIA NORMA EUROPEA NORMA EUROPEA EN 12385-5 Parte 5: Funi a trefoli per ascensori OTTOBRE 2002 EUROPEAN STANDARD Steel wire ropes - Safety Part 5: Stranded ropes for lifts NORME EUROPÉENNE Câbles en acier - Sécurité Partie 5: Câbles à torons pour ascenseurs EUROPÄISCHE NORM Drahtseile aus Stahldraht - Sicherheit Teil 5: Litzenseile für Aufzüge DESCRITTORI ICS 77.140.65 La presente norma europea è stata approvata dal CEN il 12 novembre 2001. I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrisponden ti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai membri del CEN. La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria responsabilità da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il medesimo status delle versioni ufficiali. I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera. CEN COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE European Committee for Standardization Comité Européen de Normalisation Europäisches Komitee für Normung Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles © 2002 CEN Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono riservati ai Membri nazionali del CEN. PREMESSA PREMESSA "Catene, funi, funi tessili, cinghie e accessori -Sicurezza", la cui segreteria è affidata al BSI. Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o mediante pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro aprile 2003, e le norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro aprile 2003. La presente norma europea è stata elaborata nell'ambito di un mandato conferito al CEN dalla Commissione Europea e dall'Associazione Europea di Libero Scambio ed è di supporto ai requisiti essenziali della/e Direttiva/e dell'UE. Per quanto riguarda il rapporto con la/e Direttiva/e UE, si rimanda all'appendice informativa ZA che costituisce parte integrante del presente documento. Le altre parti della EN 12385 sono: Parte 1: General requirements Parte 2: Definitions, designation and classification Parte 3: Information for use and maintenance Parte 4: Stranded ropes for lifts Parte 6: Stranded ropes for mine shafts Parte 7: Locked coil ropes for mine shafts Parte 8: Stranded hauling and carrying-hauling ropes for cableway installations designed to carry persons Parte 9: Locked coil carrying ropes for cableway installations designed to carry persons Parte 10: Spiral ropes for general structural applications La parte 1 fornisce i requisiti generali per le parti dalla 4 alla 10. Questa è la prima edizione della presente parte. In conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei seguenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera. INTRODUZIONE INTRODUZIONE a armonizzata che fornisca un mezzo per soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza specifici della Direttiva Ascensori. Questa parte della presente norma europea è una norma di tipo C come definito nella EN 292. Durante l'elaborazione della presente norma, si è supposto che la negoziazione riguardante la finalità della fune avvenga fra il produttore e l'utilizzatore. Sebbene siano forniti prospetti dei carichi di rottura e delle masse per un certo numero delle categorie più comuni, dei diametri e delle categorie delle funi, questa parte della presente norma non è limitata ad essi, purché siano stati soddisfatti tutti gli altri requisiti. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE Questa parte della presente norma europea specifica i materiali particolari, i requisiti di fabbricazione e di prova per le funi a trefoli per compiti di sospensione, compensazione e limitazione per ascensori a frizione e idraulici che si muovono lungo guide. I pericoli particolari trattati dalla presente parte sono identificati in 4. Questa parte della presente norma europea non stabilisce requisiti riguardanti informazioni per l'uso diversi da quelli indicati al punto 7 della parte 1. Non stabilisce nemmeno i requisiti per le funi dotate di estremità. I valori del carico di rottura minimo per le categorie più comuni, dimensioni e gradi di funi sono forniti nei prospetti da 6 a 10. RIFERIMENTI NORMATIVI La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e vengono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti). EN 10264-2:2002 Rope wire - Round cold drawn non-alloyed steel wire for ropes for general applications EN 12385-1:2002 Steel wire ropes - Safety - General requirements EN 12385-2 Steel wire ropes -Safety -Definitions, designation and classification ISO 4346 Steel wire ropes for general purposes -Lubricants -Basic requirements TERMINI E DEFINIZIONI Ai fini della presente norma europea, si applicano i termini e le definizioni dati nella EN 12385-2. ELENCO DEI PERICOLI In aggiunta ai pericoli generali identificati al punto 4 della parte 1, il prospetto 1 contiene tutti i pericoli particolari che richiedono la riduzione del rischio in quanto specifico e significativo per le funi di acciaio per ascensori. prospetto 1 Pericoli e requisiti associati prospetto 1 Pericoli e requisiti associati Punto pertinente dell'appendice A della EN 292-2:1991/A1:1995 Punto pertinente della presente norma 27.4 27.6 Pericolo di natura meccanica da insufficiente resistenza meccanica delle parti Pericolo di natura meccanica da inadeguata scelta/integrazione delle funi nella macchina 4.1.2.3 4.3.1 5 e 6 7 Nota Ai fini della presente parte della EN 12385, l’insufficiente resistenza delle parti significa l’impossibilità a raggiungere il carico di rottura minimo della fune. 5 REQUISITI E/O MISURE DI SICUREZZA

 

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